Mercoledì delle Ceneri – 18/02/2026
LA CHIESA REGGIANA IN AMAZZONIA
“Fare il missionario qui vuol dire assumere la vita della gente, vivere con loro e come loro. Vuol dire farsi giornate di barca per arrivare in comunità dove spesso nessuno ti aspetta e dove, se vuoi incontrare qualcuno, devi aspettare che finiscano i loro lavori». «Fare il missionario qui vuol dire non portare chi sei tu, la tua idea di Chiesa e di missione, ma lasciarti condurre da questa gente. Dio anche qui è già arrivato, con il suo Spirito, e ha forme, espressioni e tradizioni lontanissime dalle nostre, ma in perfetta simbiosi con la natura fantastica nella quale la gente vive”.
Le ore passate in barca per arrivare a piccoli villaggi lungo le rive degli immensi fiumi amazzonici, la pastorale affidata ai laici, la vicinanza alla realtà fatta di pesca e del saliscendi dei fiumi in una natura che sovrasta: è tutto questo che caratterizza profondamente la missione in Amazzonia della diocesi di Reggio Emilia – Guastalla.
L’Amazzonia è terra di foreste, di comunità indigene che le abitano, di fiumi senza confini, di comunità riberinhe, ovvero di gente che si è sistemata lungo le rive, venendo da altrove per cercare altre possibilità di vita che – grazie alle immense ricchezze naturali – certamente esistono. Sono però immense anche le sfide, la prima delle quali consiste in una terra troppo ricca per essere lasciata in pace da chi ha come unico scopo quello di arricchirsi.
In Amazzonia gli interessi economici sono infatti enormi. Non si ricorre soltanto al disboscamento per ricavarne legname pregiato da esportare in tutto il mondo, ma sono presenti anche mille altre ricchezze, come ad esempio l’oro che attira i garimpeiros, sciagurati senza alcuna etica, che usano il mercurio per isolare il metallo prezioso dal resto, tacendo cosi morire interi fiumi e le persone che vivono attorno a questi.
E poi tonnellate di droga che si spostano lungo queste acque impossibili da controllare, il traffico di persone ridotte in schiavitù … Chi si oppone, viene minacciato.
PREGHIERA DEI FEDELI
Affinchè i nostri missionari in Amazzonia, sostenuti dalla grazia dello Spirito, crescano nella comunione con le donne e gli uomini che incontrano nel fluire della vita quotidiana e sappiano riconoscere e accogliere con cuore puro ogni seme di bene presente in ciascuno. Preghiamo …
Parola chiave: Dalla missione si evangelizza la nostra terra …
Provocazione: Come la nostra Chiesa accoglie oggi l’esperienza delle missioni diocesane e dei Fidei donum in quello che possono portare a casa?
I Domenica di Quaresima – 22/02/2026
(Papa Francesco, Querida Amazonia, 7)
«Il nostro sogno è quello di un’Amazzonia che integri e promuova tutti i suoi abitanti affinché possano consolidare un “buon vivere”. C’è bisogno però di un grido profetico e di un arduo impegno per i più poveri. Infatti, benché l’Amazzonia si trovi di fronte a un disastro ecologico, va rilevato che «un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri». Non ci serve un conservazionismo “che si preoccupa del bioma ma ignora i popoli amazzonici”»
(Querida Amazonia, 8)
«L’Amazzonia dovrebbe essere anche un luogo di dialogo sociale, specialmente tra i diversi popoli originari, per trovare forme di comunione e di lotta congiunta. Tutti gli altri siamo chiamati a partecipare come “invitati” e a cercare con estremo rispetto vie d’incontro che arricchiscano ‘Amazzonia. Ma se vogliamo dialogare, dovremmo tarlo prima di tutto con gli ultimi. Essi non sono interlocutori qualsiasi, che bisogna convincere, e nemmeno un convitato in più a una tavola di pari. Essi sono i principali interlocutori, dai quali anzitutto dobbiamo imparare, che dobbiamo ascoltare per un dovere di giustizia e ai quali dobbiamo chiedere permesso per poter presentare le nostre proposte. La loro parola, le loro speranze, i loro timori dovrebbero essere la voce più potente in qualsiasi tavolo di dialogo sull’Amazzonia; e la grande questione è: come loro stessi immaginano il buon vivere per sé stessi e i loro discendenti?
(Querida Amazonia, 26)
La testimonianza nel video è di don Paolo Cugini, che nella favela “Compensa” di Manaus porta avanti, insieme con i laici, una significativa opera di coscientizzazione.
“Qui, si fa fatica ad arrivare a sera”
La favela è al centro del traffico di droga, c’è stress, tensione. Ed ecco come coniugare la fede celebrata con la fede vissuta: da una parte la carità con l’offrire dei pasti a chi non ha possibilità e dove i laici lo fanno “non per pietà, ma per misericordia”. E poi la coscientizzazione, ad esempio attraverso un voto responsabile, per contenere la corruzione politica.
PREGHIERA DEI FEDELI
Signore Gesù, sostieni i nostri missionari affinché sappiano ascoltare il grido che si innalza al cielo da quanti vivono nelle periferie della sofferenza e dell’abbandono, e
concedi loro di promuovere, anche tra molte prove, la giustizia e la pace del tuo Regno. Preghiamo …
Parola chiave: Dalla missione si evangelizza la nostra Chiesa qui …
Provocazione: Dov’è la ricchezza data dai missionari rientrati in diocesi dopo la missione?
II Domenica di Quaresima – 01/03/2026
(Papa Francesco, Querida Amazonia, 7)
“Per troppo tempo questi popoli – dice don Paolo Bizzocchi – nel confronto con la civiltà dei colonizzatori sono apparsi primitivi, da colonizzare per portare alla civiltà. Non è così! Ma troppo tempo è passato con questa idea”. Don Gabriele Burani parla di contaminazioni che arrivano anche tra i popoli indigeni dell’Amazzonia con internet, video e altro che proviene dal mondo occidentale ed è in contrasto con la vita nei villaggi. “Non possiamo essere rigidi nel nostro essere missionari – afferma don Gabriele Carlotti – ma dobbiamo valorizzare ogni cultura, dialogando con le diversità, che qui sono molto evidenti. Il lavoro del missionario è quello di vivere la diversità che arricchisce. Le popolazioni indigene insegnano a vivere in comunità, dove molto si fa insieme, dove si condividono i pesci che si pescano e i frutti della foresta. I popoli indigeni sono i “guardiani della foresta”: per loro lo stare nel mondo e il concetto di sviluppo e di progresso hanno significati ben diversi da quelli che assumono nel mondo occidentale”. “Vivere qui – continua don Gabriele Burani – e viaggiare sull’acqua vuol dire andare adagio e non sempre arrivare dappertutto. Nella stagione della pioggia i fiumi si alzano di 20 metri, cambiando ogni volta la geografia, facendoti scoprire il tuo limite, la tua impotenza di fronte alla natura”. I popoli indigeni sono i “guardiani della foresta”: per loro lo stare nel mondo e il concetto di sviluppo e di progresso hanno significati ben diversi da quelli che assumono nel mondo occidentale”.
“Vivere qui – continua don Gabriele Burani – e viaggiare sull’acqua vuol dire andare adagio e non sempre arrivare dappertutto. Nella stagione della pioggia i fiumi si alzano di 20 metri, cambiando ogni volta la geografia, facendoti scoprire il tuo limite, la tua impotenza di fronte alla natura”.
PREGHIERA DEI FEDELI
Fa’, o Signore, che tutti i popoli dell’Amazzonia, a noi affidati, siano illuminati dalla tua luce, e dona anche a noi un cuore capace di accogliere e valorizzare, nella diversità e nell’unità, ogni riflesso di bontà e sapienza che in essi hai seminato. Preghiamo …
Parola chiave: Reciprocità-scambio di doni!
Provocazione: Crediamo nella “reciprocità” di un dare e un avere nello scambio tra Chiese sorelle?
III Domenica di Quaresima – 08/03/2026
Per caratterizzare la Giornata Missionaria Diocesana, nella quale ricorderemo tutte le missioni della nostra Chiesa, abbiamo pensato di inserire al centro di questo dossier multimediale l’intervento dell’Arcivescovo Mons. Giacomo Morandi che delinea il significato del fare missione oggi per la diocesi di Reggio-Guastalla. Negli anni è stata un’esperienza ricca per entrambe le Chiese: per quella che invia e per quella che riceve e viceversa, perché – malgrado il timore della diminuzione dei preti – qui da noi abbiamo toccato con mano che si riceve il centuplo. D’altra parte, da noi la fede è nata grazie a una serie ininterrotta di testimoni ed è giusto che non teniamo questo dono solo per noi, ma che siamo pronti a ridonarlo ad altri. La missione infatti appartiene al DNA della Chiesa. Si tratta di un investimento, perché è benedizione e segno di una Chiesa viva che esce per una pesca che risulterà abbondante proprio perché fatta insieme al Signore.
Ricordiamo quanto sia importante sostenere economicamente le Missioni Diocesane in Brasile, Madagascar, India, Albania e Rwanda attivando la raccolta delle offerte, che è un gesto di carità e condivisione con queste popolazioni e con i nostri missionari. Ringraziamo anticipatamente per la vostra generosità.
PREGHIERA DEI FEDELI
Signore, ristora la sete di verità dei popoli del Brasile, del Madagascar, dell’India, dell’Albania e del Rwanda, perché, uniti ai nostri missionari, diventino anch’essi annunciatori di Cristo, acqua viva che zampilla per la vita eterna. Preghiamo…
Parola chiave: Ministeri come servizio alla comunità… Protagonismo laicale.
Provocazione: Quali nodi critici i fedeli incontrano nel testimoniare il Vangelo.
IV Domenica di Quaresima – 15/03/2026
«Sogno un’Amazzonia che custodisca gelosamente l’irresistibile bellezza naturale che l’adorna, la vita traboccante che riempie i suoi fiumi e le sue foreste».
(Papa Francesco, Querida Amazonia, 7)
Al n. 48 di Querida Amazonia si legge: «L’equilibrio planetario dipende anche dalla salute dell’Amazzonia. Assieme al bioma del Congo e del Borneo, impressiona per la diversità delle sue foreste, dalle quali dipendono anche i cicli delle piogge, l’equilibrio del clima e una grande varietà di esseri viventi. Funziona come un grande filtro del diossido di carbonio, che aiuta ad evitare il surriscaldamento della terra. In gran parte, il suo suolo è povero di humus, motivo per cui la foresta “cresce realmente sopra il terreno e non dal terreno”. Quando si elimina la foresta, questa non viene rimpiazzata, perché rimane un terreno con poche sostanze nutritive che si trasforma in un’area desertica o povera di vegetazione. Questo è grave, perché nelle viscere della foresta amazzonica sussistono innumerevoli risorse che potrebbero essere indispensabili per la cura di malattie. I suoi pesci, i frutti e gli altri doni sovrabbondanti arricchiscono l’alimentazione umana. Inoltre, in un ecosistema come quello amazzonico, l’apporto di ogni singola parte nella conservazione dell’insieme si rivela indispensabile. Anche le terre costiere e la vegetazione marina hanno bisogno di essere fertilizzate da quanto trascina il Rio delle Amazzoni. Il grido dell’Amazzonia raggiunge tutti, perché “l’aspetto di conquista e di sfruttamento delle risorse […] è giunto oggi a minacciare la stessa capacità ospitale dell’ambiente: l’ambiente come “risorsa” rischia di minacciare l’ambiente come “casa”.
L’interesse di poche imprese potenti non dovrebbe esser messo al di sopra del bene dell’Amazzonia e dell’intera umanità». Se da un lato viene chiesto di custodire gelosamente l’Amazzonia, dall’altro i missionari registrano minacce e violenze nei confronti di chi intralcia uno sviluppo scriteriato di questo immenso polmone verde.
PREGHIERA DEI FEDELI
Cristo, luce del mondo, sostieni i missionari e quanti in Amazzonia si impegnano per la custodia del creato: dona loro di riconoscere e condividere con tutti i buoni frutti che la terra offre e illumina il cuore di coloro che pensano di poterne fare a meno. Preghiamo…
Parola chiave: Fede semplice e crescita umana.
Provocazione: Quali aspettative nei confronti del mondo missionario in loco?
IV Domenica di Quaresima – 15/03/2026
«Sogno comunità cristiane capaci di impegnarsi e di incarnarsi in Amazzonia, fino al punto di donare alla Chiesa nuovi volti con tratti amazzonici».
(Papa Francesco, Querida Amazonia, 7)
“Le comunità sono portate avanti dai laici. Nella mia parrocchia ho sette comunità: la domenica celebro tre messe nelle comunità e quando non sono presente chi celebra sono i ministri della Parola e i ministri dell’Eucaristia”.
(Don Paolo Cugini )
“La cosa bella è che non portiamo nulla di nuovo, se non il nome di Gesù. La capacità di vivere la fraternità è insita nella cultura indigena, dove ognuno si prende cura degli altri. Questo è molto bello. Nasce un bambino: non è solo di quella mamma, che magari non ha neanche un marito, casomai è della comunità che se ne prende cura. La speranza qui viene dalla certezza che l’umanità e la fraternità sono di più che il vivere per fare soldi o per rispondere ai problemi quotidiani. È quello che mantiene in vita la missione e la nostra gente.”
(Don Gabriele Carlotti)
“La vita qui è bella, è diversa, non è facile, con stili, con modi di vita che subito possono lasciare perplessi: però è una vita che porta tanta umanità, quella che noi non solo rischiamo di perdere, ma che per buona parte in Occidente abbiamo perso. L’invito è, se ci si sente chiamati a questo, di venire in Amazzonia.”
(Don Paolo Bizzocchi)
PREGHIERA DEI FEDELI
Signore Gesù, vita e risurrezione, fa’ risplendere nel mondo il volto autentico dei popoli dell’Amazzonia, perché la tua Chiesa, tua sposa, si arricchisca della loro bellezza e si lasci rinnovare dalla bontà e dalla sapienza del loro stile di vita. Preghiamo…
Parola chiave: Una chiesa di gente semplice con pochi mezzi, che ha tanta umanità da donare…
Provocazione: È importante oggi, approfondire cause ed effetti dei conflitti in atto oggi nel mondo e non fermarsi alle apparenze.
PREGHIERA DELLA QUARESIMA
Signore Dio, Creatore della Vita, Ti lodiamo per il dono immenso dell’Amazzonia, cattedrale di bellezza, respiro del nostro pianeta e riflesso della Tua infinita sapienza. In questa terra dove tutto è connesso, Tu ci chiami a riconoscere che ogni creatura è Tua e che il grido della terra ferita è lo stesso grido dei poveri che cercano giustizia. Aiutaci a custodire il futuro delle nuove generazioni affinché possiamo consegnare loro una terra che sia ancora segno vivo del Tuo amore e della Tua gloria. Amen
